11 dicembre 2016
Aggiornato 14:30
Politica nazionale

La profezia di Feltri: «In politica sta per succedere il finimondo»

Manca poco meno di una settimana al referendum costituzionale che, nel caso vincesse il No potrebbe vedere la caduta del governo Renzi, ma come ha fatto notare la caustica penna del direttore di Libero né a destra né a sinistra c'è qualcuno di veramente pronto a prendere le redini del Paese

ROMA – Manca poco meno di una settimana al referendum costituzionale che, nel caso vincesse il No potrebbe vedere la caduta del governo Renzi, ma come ha fatto notare la caustica penna di Vittorio Feltri né a destra né a sinistra c'è qualcuno di veramente pronto a prendere le redini del Paese.

«Berlusconi a 80 anni si illude»
A destra è ri-sceso in campo Silvio Berlusconi che «cerca di risorgere pur avendo ottanta anni» ha scritto il direttore di Libero che però ha sentenziato: «Impresa titanica, quella che il vecchio fondatore si accinge a compiere. Quando un uomo va su con l' età smette di sognare ma continua a illudersi».

L'asse Meloni-Salvini
Poi c'è questa «roba in divenire» che appartiene al «campo delle ipotesi»: l'asse Matteo Salvini e Giorgia Meloni che per il giornalista stanno organizzando «un blocco di destra che possa negoziare con Beppe Grillo per costituire una alternativa al piano Renzi-Berlusconi». Il direttore comunque ha messo Salvini fra i promossi quando ha scritto: «È lui l' unico in Italia che interpreta i mutamenti politici in atto in Europa e non solo. Ha vinto le primarie di Libero, un segnale piccolo ma significativo».

«Una sinistra partigiana e antidemocratica»
Anche la sinistra non sta meglio di quel «magma» che è la destra, ha spiegato Feltri prendendo come spunto per il suo ragionamento la morte di Fidel Castro. Il successore di Maurizio Belpietro ha fatto notare che tanti di quelli del Partito democratico che si sono professati fino a ieri ex comunisti ora «hanno rivelato, lacrimando assai e lodando il defunto, di non essere affatto ex nei loro cuori feriti dal cordoglio». Per il giornalista questo significa che a sinistra sono «partigiani, non democratici» perché rammentano con «nostalgia la biografia del dittatore», sorvolano sulle sue «malefatte» e si «distinguono per falsità». Il direttore di Libero quindi non ha dubbi: il nostro Paese pur avendo «cancellato il Pci dalla mappa dei partiti ha conservato tenacemente una mentalità anti capitalista, anti imprenditoriale, ostile all' iniziativa privata e favorevole allo strangolamento fiscale dei lavoratori autonomi».

Un vento nuovo
Qualcosa però sta cambiando, ha sottolineato Feltri ricordando il trionfo elettorale di Donald Trump negli Stati Uniti, «una svolta», come anche il voto sulla Brexit che «non è da sottovalutare», mentre «Austria e l' Ungheria pendono a destra e la Francia non ne può più dei socialisti» anche qui in Italia «si avverte la voglia di stravolgimenti». Cosa potrà succedere quindi? «I fighetti saranno ridotti a minoranza irrilevante. Da castigare» ha scritto il giornalista che ha parlato di «castigo di Dio per i partiti tradizionali, che hanno il torto di essere ciechi e di non percepire la rabbia della base. Condannano il populismo e disprezzano il popolo».