11 dicembre 2016
Aggiornato 14:30
Governo Renzi

Il Sì di De Luca al referendum per controllare la sanità in Campania

L'interesse del governatore per la voce Sanità non è casuale: la Campania spende circa l'80 per cento del suo budget nel comparto, e quei soldi vanno a ingrassare le tasche delle lobby della strutture private accreditate

ROMAAlla fine è successo davvero, nonostante l'opposizione mai espressa pubblicamente dalla ministra della Sanità, Beatrice Lorenzin, il governo Renzi ha fatto approvare «l'emendamento De Luca», quello che ha modificato le regole sulla nomina dei Commissari straordinari alla sanità nelle Regioni commissariate. La mossa, che stravolge un impianto voluto dallo stesso Partito democratico di cui Renzi è segretario, non ha molte letture se non quella del «voto di scambio» fra presidente del Consiglio e governatore della Campania, come lo ha definito Valeria Ciarambino, del Movimento 5 stelle Campania.

Il clientelismo secondo De Luca
De Luca infatti è forse l'esponente del Pd che si sta spendendo di più nella campagna per il Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre su cui Renzi ha puntato tutto, anche la sua permanenza in politica. E' il presidente della Campania che da mesi sta organizzando incontri con sindaci ed amministratori invitandoli a «organizzare una clientela in maniera scientifica, razionale, come Cristo comanda», parole sue pronunciate all’Hotel Ramada di Napoli davanti a una platea di sindaci Dem.

Come De Luca guarda alla Sanità
Nella stessa riunione, che doveva essere riservata ma è stata «intercettata» dal Fatto Quotidiano che ne ha diffuso la registrazione, De Luca non ha nascosto che il suo impegno referendario è tutto volto al controllo della Sanità regionale: «Dobbiamo parlare con i nostri riferimenti. Il mondo delle imprese. Gli studi professionali: utilizzeremo i fondi europei per finanziarli, non l’abbiamo mai fatto in Campania. Il comparto della sanità: questa non è la Toscana, qui il 25% è dei privati, migliaia di persone. Io credo, per come ci siamo comportati, che possiamo permetterci di chiedere a ognuno di loro di fare una riunione con i propri dipendenti e di portarli a votare».

Gli intrecci politici
L'interesse del governatore per la voce Sanità non è casuale: la Campania spende circa l'80 per cento del suo budget nel comparto, e quei soldi vanno a ingrassare le tasche delle lobby della strutture private accreditate. Che ci siano rapporti fra imprenditori della sanità e De Luca lo ha fatto sapere il senatore Vincenzo D'Anna, che ha interessi nel settore laboratori privati, durante la trasmissione Nemo quando ha detto che De Luca sbloccherà dal bilancio regionale 30 milioni di euro alle strutture private accreditate. D'Anna ha spiegato di averlo saputo dal sottosegretario Lotti, in buoni rapporti con il figlio del governatore campano.