28 febbraio 2017
Aggiornato 08:30
Riforma Madia

Riforma PA, Madia: «Entro il 2017 passeremo da 8mila anagrafi a una soltanto»

La ministra per la semplificazione e la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, è intervenuta alla Leopolda e ha illustrato il percorso della sua riforma spiegando che l'identità digitale unica è già in una fase avanzata di rodaggio

FIRENZE – Secondo il ministro per la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, «il cammino intrapreso è senza ritorno per avere una Pa più inclusiva, più trasparente e certa nelle regole del rapporto con in cittadino».

La ministra Madia è intervenuta alla Leopolda
La ministra per la semplificazione e la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, è intervenuta nel corso dei lavori della seconda giornata della Leopolda e ha esordito parlando della sua riforma (LEGGI ANCHE "Riforma Madia, cosa cambia per i dirigenti pubblici e perché potrebbe ingabbiare gli italiani"). «Penso che il cammino intrapreso sia senza ritorno», ha detto la ministra riferendosi all'iter per creare «una Pa più inclusiva, più trasparente e certa nelle regole del rapporto con il cittadino». La Madia ha sottolineato che «stiamo iniziando a vedere i risultati. Oggi abbiamo una serie di cose fatte che stiamo attuando per migliorare la vita dei cittadini, come l'identità digitale unica».

L'identità digitale unica è in fase di rodaggio
Per quanto riguarda Spid, siamo «in una fase di rodaggio», da marzo «l'hanno chiesto 145 mila persone». La ministra ha evidenziato che si sono agganciati a spid 4 mila servizi della pubblica amministrazione. Del resto, ha aggiunto Madia, «da ieri c'è il bonus 18enni che è partito (i 500 euro per acquisti in cultura a chi ha compiuto 18 anni), per chi è nato nel 1998. Per averlo il diciottenne deve prendere l'identità digitale. Quindi stiamo aumentando i servizi che stiamo mettendo nell'identità digitale».

Da 8mila anagrafi a una soltanto
«Vogliamo fare in modo che attraverso l'identità digitale ci siano dei servizi che ti semplificano la vita. L'obiettivo è che, tra due anni, ogni persona sarà legata ad un'unica anagrafe nazionale tramite il proprio codice spid», ha proseguito la Madia. «L'obiettivo che ci siamo dati alla fine del 2017 è avere un'anagrafe unica della popolazione residente». Oggi ogni Comune ha la sua anagrafe, quindi abbiamo circa 8 mila anagrafi e l'obiettivo è quello di arrivare ad averne una soltanto. Quanto all'identità digitale, «rispetto all'anno scorso, l'importante è che l'infrastruttura spid è partita, ed è partita senza bug, e non era scontato perché è una cosa grande», ha concluso la Madia.