26 febbraio 2017
Aggiornato 06:00
Centrodestra unito per il NO

Centrodestra, Salvini a Berlusconi e Meloni: il leader sono io

I tre leader del controdestra, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono incontrati oggi per definire la strategia comune per la campagna contro la riforma costituzionale, che definiscono «pericolosa per la democrazia»

ROMA - Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, e il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, si sono incontrati oggi per «approfondire i contenuti e le strategie della campagna per il NO al Referendum sulla riforma costituzionale». Lo si legge in una nota congiunta dei tre leader del centrodestra nella quale si sottolinea che il «comune obbiettivo è quello di proporre un'alternativa credibile alla riforma di Renzi, mal scritta e pericolosa per la democrazia», ma anche un'alternativa di governo in grado di assicurare la stabilità, e che sia all'altezza delle esigenze del Paese «in uno scenario mondiale che si fa sempre più preoccupante».

Il patto tra Berlusconi, Salvini e Meloni
I tre leader hanno ribadito, si legge nel comunicato, «la ferma opposizione di tutto il centrodestra a un progetto di riforma che non risolverebbe nessuno dei problemi del Paese», né in termini di efficienza né di contenimento dei costi, mentre produrrebbe un «preoccupante deficit di democrazia» limitando la possibilità di espressione di voto degli italiani e determinando il «serio rischio di consegnare ad una ristretta minoranza di sinistra il controllo dell'esecutivo e degli organi di garanzia».

Il valore politico del referendum
Per Berlusconi, Meloni e Salvini la prova referendaria ha anche un indubbio valore politico, poiché attraverso di essa il Presidente del Consiglio, il terzo premier consecutivo non eletto dagli italiani, «cerca una legittimazione che non merita, visti i fallimenti del suo governo in ogni settore», dall'economia all'occupazione, dalla politica internazionale alla sicurezza dei cittadini, al contrasto all'immigrazione clandestina.

Dopo il voto una nuova fase costituente
I leader del centrodestra hanno convenuto anche sulla «necessità di dare vita, dopo la vittoria del NO, ad una nuova fase costituente» per una riforma che realizzi alcuni obbiettivi fondamentali: elezione diretta del Capo dello Stato, un vero federalismo, il dimezzamento del numero dei parlamentari e del loro costo. Per spiegare le ragioni del NO, e le nostre idee di riforma, le tre forze politiche daranno vita sul territorio ad iniziative coordinate o congiunte, in modo da raggiungere in modo capillare gli italiani.