11 dicembre 2016
Aggiornato 14:30
E sul referendum: riforma dei poteri forti

Salvini sul centrodestra: gli italiani vogliono a capo la Lega, Berlusconi ne prenda atto

Per Matteo Salvini, secondo i dati è sempre la Lega il primo movimento del Centrodestra, checché ne dica Berlusconi. E sulla referendum, commenta l'endorsement venuto da Washington

Il leader della Lega Matteo Salvini. (© Marco Aprile / Shutterstock.com)

ROMA - Matteo Salvini torna a parlare del futuro del centrodestra e delle sue idee di leadership, dopo l'intervista che Silvio Berlusconi ha rilasciato al Tg5«I dati in questo momento dicono che la Lega è il primo movimento di centro-destra, quindi se si votasse domani mattina, secondo il parere degli italiani il segretario della Lega sarebbe in questo momento il candidato leader del centrodestra", ha detto Matteo Salvini, ospite di Rtl 102.5. 

Gli italiani vogliono la Lega alla guida del Centrodestra
Il leader della Lega ha insistito: «In questo momento gli italiani stanno dicendo che la coalizione la guida la Lega, evidentemente le idee chiare vengono premiate: tassa fissa al 15%, uscita dall'euro, ridiscussione di tutti i trattati europei, abolizione della legge Fornero, abolizione degli studi di settore, su questo, evidentemente, gli italiani stanno dando fiducia alla Lega e quindi mi auguro che anche Berlusconi ne prenda atto». In questo senso, a suo avviso, Stefano Parisi è soltanto è un buon consigliere comunale a Milano, ma non può aspirare alla leadership.

I numeri sono numeri
«I numeri sono numeri - ha detto ancora il leader leghista - abbiamo perso anche troppo tempo per cercare di capire se Renzi era il nuovo rottamatore, anche Berlusconi ha atteso qualche mese per capire se da Renzi veniva fuori qualcosa di buono». Ma a dire tutto, per Salvini, sono i dati sull'occupazione, e nei primi otto mesi del'anno -400.000 posti di lavoro a tempo indeterminato: «il Jobs act è una bufala e le riforme di Renzi, a partire dalla 'buona scuola', sono una bufala. Prima si vota meglio è».

Riforma pasticciata
Per Salvini chiedere chiarezza e coerenza, alzare la voce, serve, e sul referendum Silvio Berlusconi «si è espresso chiaramente per il No non per fare un favore a Matteo Salvini ma perché la riforma più la si legge e più risulta pasticciata, confusa, sbagliata e rischia di portare il Paese indietro invece che avanti, quindi bene così", ha osservato, commentando l'intervista del leader di Forza Italia.

La riforma dei poteri forti
«C'è in ballo - ha proseguito - la riforma della Costituzione. La riforma è fatta bene o fatta male?», si chiede. E ricorda il parere di cinquantasei costituzionalisti - pur «lontanissimi da me», dice ., e aggiunte: «è fatta male secondo buona parte del mondo dell'impresa, se è fatta male secondo gente lontanissima da me come Monti e D'Alema, evidentemente qualche problemino c'è». Per chi è fatta bene? «Per il presidente di Confindustria a cui Renzi ha fatto un sacco di favori elargendo un sacco di quattrini, per i banchieri e gli uomini della grande finanza internazionale, da Bruxelles e, ieri abbiamo scoperto, anche per Obama, che non so quanto abbia letto l'articolo 70 della nuova Costituzione e non so quanto abbia capito chi sono i nuovi senatori secondo Renzi», commenta Salvini. Per il quale il fatto che alcuni grandi poteri forti «che hanno bisogno di un'Italia serva e in ginocchio» approvino la riforma, deve mettere in allarme gli italiani: anche perché, sottolinea, sono «quelli della legge Fornero, quelli del decreto salvabanche...».

Costituzione storpiata
Per il leader della Lega, con questa riforma la Costituzione uscirà «completamente storpiata»: il Senato rimane, spiega, ma non lo elegge nessuno e «lo fanno i consiglieri regionali il sabato e la domenica se hanno tempo», l'Unione europea «detta legge senza che gli italiani possano dir nulla», i parlamentari «continuano a poter cambiare diciotto partiti senza mollare la poltrona», le Regioni, anche le più virtuose come la Lombardia e il Veneto, vengono ridotte «sotto le mani dello Stato centrale e vengono portate indietro di trent'anni». Salvini conclude: «Obama può dire quello che vuole a cena con Renzi ma, mi dispiace, l'hanno fatta male la riforma».

(Con fonte Askanews)