11 dicembre 2016
Aggiornato 14:30
Dopo l'endorsement per il sì di Confalonieri

Referendum, Berlusconi per il «no» al Tg5. Sullo sfondo il dibattito sul Centrodestra

Dopo un periodo ritirato a causa di problemi di salute, l'ex premier torna in campo al Tg5 per il «no» al referendum. Ma il suo è anche un messaggio a chi contende a FI la leadership dell'area

L'ex premier e leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. (© 360b / Shutterstock.com)

ROMA - Berlusconi torna in prima linea dopo un periodo relativamente ritirato a causa dei suoi problemi di salute, e lo fa concedendo un'intervista al Tg5. Scelta assolutamente non casuale, e non solo per i suoi legami con Mediaset, di cui quel Tg è la principale testata di informazione. Ma anche perché, dopo che il presidente Fedele Confalonieri si è apertamente schierato per il sì al referendum, gli alleati di Berlusconi gli hanno rimproverato uno scarso impegno nella battaglia referendaria.

La voce di Silvio
Così, l'ex premier ha deciso di far sentire la sua voce sulla questione. Sullo sfondo, l'eterno dibattito sul futuro del Centodestra e sulla sua leadership, che attualmente vede scontrarsi un sempre agguerrito Salvini con la new entry Stefano Parisi, che pare raccogliere il sostegno dell'ex premier ben più dell'(ex?) alleato leghista. 

Le perplessità sulla riforma
Così, Berlusconi è chiaro: la riforma costituzionale «potrebbe consegnare a un solo uomo e a un solo partito l’Italia e gli italiani». L'ex premier lega la riforma all'Italicum, e spiega: «Con appena il 15% degli aventi diritto al voto, quindi con una esigua minoranza, Grillo ad esempio, già padrone del suo partito, potrebbe diventare anche col 55% padrone dell’unica Camera che farà le leggi ordinarie, e potrà scegliere il presidente della Repubblica e i giudici della Corte costituzionale».

Contro il sì e contro Grillo
Berlusconi cita Grillo, suo paradossale alleato nel variegato fronte del No, forse per tentare di ritagliarsi uno spazio autonomo nella campagna. E sul dopo referendum, Silvio ribadisce la disponibilità a larghe intese, finalizzate ad «approvare, tutti insieme, una riforma vera, diversa, una nuova riforma che deve contenere la scelta da parte degli elettori del Presidente della Repubblica, un vero taglio dei parlamentari, che vanno ridotti di oltre la metà, e il vincolo di mandato per cui un eletto non può cambiare bandiera».

E intanto Salvini invita i 5stelle in piazza
Questa, dunque, la posizione dell'ex premier, mentre Salvini invita i pentastellati a partecipare alla manifestazione per il No che la Lega terrà a Firenze il prossimo 12 novembre. Il leader della Lega ha anche dichiarato di aver chiesto più volte un confronto con Beppe Grillo, visto che «a mio parere non è intelligente dire, come dicono loro, «faccio tutto da solo»». Due visioni diverse, dunque, da parte di coloro che ormai da tempo si contendono la leadership del Centrodestra.

Le accuse di Salvini e Meloni a Silvio
In effetti, non è stato casuale neppure che a dare l'annuncio dell'intervista di Berlusconi al Tg5 sia stato proprio Matteo Salvini durante un colloquio con Repubblica Tv. Salvini, insieme a Giorgia Meloni, in questi ultimi tempi è stato in prima linea tra i critici sull'atteggiamento del leader di Forza Italia, giudicato troppo blando rispetto alla consultazione del 4 dicembre. Inoltre, è evidente che in ballo non ci sia soltanto il referendum, ma anche quella differenza di vedute sul centrodestra di cui si parlava prima. «Parisi federatore? Ma di che? Sarebbe la prima volta che nel centrodestra costruiamo un progetto vincente su uno che ha perso le elezioni», ha commentato Salvini. Parole che peraltro troveranno d'accordo chi, tra i forzisti, ha già da un pezzo dichiarato guerra a Parisi. Tanto che c’è chi giura che alla manifestazione fiorentina di Salvini si vedranno imponenti presenze da Forza Italia.

Un messaggio politico
Per tutte queste ragioni, l'intervista di Berlusconi è un chiaro segnale politico, dopo che la sua scarsa presenza mediatica negli ultimi tempi ha alimentato interrogativi a proposito del suo reale stato di salute, soprattutto dopo che nei giorni scorsi, al suo arrivo a New York, ha accusato un malore, ed è stato lontano dall'Italia per due settimane. E invece, la sua apparizione al Tg5 è stata una risposta chiara a chi lo accusa di essersi speso poco per il referendum, e di aver ormai perso il proprio smalto e la propria visione sul futuro della sua area politica.