1 ottobre 2016
Aggiornato 20:30
Il Pg chiede la prescrizione

Compravendita senatori, dall'保perazione libert鉬 di Berlusconi e Lavitola alla prescrizione

La scure della prescrizione sta per abbattersi sul processo che vede imputati Silvio Berlusconi e Valter Lavitola per la presunta compravendita dei senatori. Ma tutto ebbe inizio nel 2006 con la cosiddetta 保perazione Libert鉬 per sabotare il governo Prodi

Il Pg di Napoli ha chiesto la prescrizione per Silvio Berlusconi. ( Shutterstock.com)

ROMA – Il sostituto procuratore generale di Napoli, Simona Di Monte, oggi ha chiesto la prescrizione nei confronti dell'ex premier, Silvio Berlusconi, e dell'ex direttore de L'Avanti, Valter Lavitola, condannati in primo grado per la presunta compravendita di senatori che avrebbe determinato la caduta del governo Prodi. Ecco cosa accadde durante il triennio 2006-2008.

La scure della prescrizione
La scure della prescrizione sta per abbattersi sul processo che vede imputati l'ex premier Silvio Berlusconi e l'ex direttore de L'Avanti, Valter Lavitola, per la presunta compravendita di senatori all'interno della cosiddetta «Operazione libertà» che avrebbe determinato la caduta del governo Prodi. La richiesta arriva dal sostituto procuratore generale di Napoli, Simona Di Monte, che ha chiesto la prescrizione durante il processo di appello che si è svolto ieri e al termine di una requisitoria durata oltre tre ore.

Tutto ebbe inizio nel 2006
I fatti risalgono al periodo che va dal 2006 al 2008. E l'8 luglio 2015 Silvio Berlusconi e Valter Lavitola furono condannati in primo grado, dai giudici della prima sezione del Tribunale di Napoli, presieduta da Serena Corleto, a tre anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici per il reato di corruzione. Inoltre, come avevamo già avuto modo di sottolineare, vennero condannati anche al risarcimento dei danni nei confronti del Senato della Repubblica, costituitosi parte civile all'interno del processo attraverso l'avvocatura dello Stato.

La mente e il portafoglio
Come riporta Anna Dichiarante su L'Espresso, nelle motivazioni redatte dal collegio presieduto dal giudice Serena Corleto si legge esplicitamente che «la mente» dell'operazione fu l'ex direttore de L'Avanti, che svolse il ruolo di «intermediario» tra Silvio Berlusconi e l'allora senatore de l'Italia dei valori, Sergio De Gregorio. Ma il «braccio» secondo i giudici fu il Cavaliere, perché i soldi arrivarono direttamente dalle tasche del leader azzurro:«non vi sono dubbi che la provvista di denaro provenisse dalle risorse personali di Berlusconi», hanno scritto nero su bianco.

La compravendita dei senatori
Secondo i pm Henry John Woodcock, Fabrizio Vanorio, Alessandro Milita e il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, infatti, nel triennio 2006-2008 venne realizzato un «colossale investimento economico, diretto a ottenere l'unico risultato che interessava all'uomo Berlusconi, ossessionato dalla volontà di mandare a casa Prodi e prenderne il posto». Stando alle ricostruzioni dei giudici, in quegli anni molti dei soldi del leader di Forza Italia sarebbero serviti a comprare il cambio di casacca di alcuni parlamentari del centrosinistra.

«L'operazione libertà» per sabotare il governo Prodi
In particolare, Silvio Berlusconi – con l'intermediazione dell'ex direttore de L'Avanti - avrebbe corrotto con tre milioni di euro il senatore Sergio De Gregorio per ottenere la sua migrazione dall'Italia dei valori al centrodestra allo scopo di sabotare l'esecutivo di Romano Prodi. L'8 luglio del 2015 gli imputati sono stati condannati in primo grado, ma oggi il sostituto procuratore ha chiesto la prescrizione. Il processo riprenderà il 18 ottobre davanti alla seconda sezione della Corte di appello di Napoli con i difensori di Berlusconi e Lavitola: Niccolo' Ghedini, Michele Cerabona, Sergio Cola e Marianna Febbraio.