30 settembre 2016
Aggiornato 03:30
Operazione libertà

Compravendita senatori, Pg chiede la prescrizione per Berlusconi e Lavitola

La richiesta di prescrizione per Silvio Berlusconi e Valter Lavitola arriva dal procuratore generale di Napoli, Simona Di Monte. I due imputati erano stati condannati a tre anni di reclusione in primo grado. Il processo riprenderà il 18 ottobre

Il Pg di Napoli ha chiesto la prescrizione per Silvio Berlusconi. (© Shutterstock.com)

ROMA – Il sostituto procuratore generale di Napoli, Simona Di Monte, ha chiesto la prescrizione nei confronti dell'ex premier Silvio Berlusconi e dell'ex direttore de L'Avanti Valter Lavitola al processo di appello per la presunta compravendita di senatori. In primo grado Berlusconi e Lavitola furono erano stati condannati a tre anni di reclusione.

La richiesta di prescrizione
La richiesta di prescrizione arriva dal sostituto procuratore generale di Napoli, Simona Di Monte. Durante il processo di appello che si è svolto ieri e al termine di una requisitoria durata oltre tre ore, il pg ha chiesto che venga riconosciuta sia la colpevolezza degli imputati sia la prescrizione del reato di corruzione nei confronti dell'ex premier, Silvio Berlusconi, e l'ex direttore de L'Avanti, Valter Lavitola per i fatti relativi alla presunta compravendita di senatori che avrebbe determinato la caduta del governo Prodi.

La condanna a tre anni di reclusione
La prima sezione del tribunale di Napoli, presieduta da Serena Corleto, aveva condannato in primo grado sia Berlusconi che Lavitola a tre anni di reclusione, dopo sei ore di camera di consiglio, con la pena accessoria di cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Inoltre erano stati condannati anche al risarcimento dei danni nei confronti del Senato della Repubblica, costituitosi parte civile all'interno del processo attraverso l'avvocatura dello Stato. I fatti risalgono al periodo che va dal 2006 al 2008.

«L'Operazione libertà»
Allora Silvio Berlusconi – con l'intermediazione di Valter Lavitola - avrebbe corrotto con tre milioni di euro l'allora senatore Sergio De Gregorio per ottenere la sua migrazione dall'Italia dei valori al centrodestra allo scopo di sabotare l'esecutivo di Romano Prodi nell'ambito della cosiddetta «Operazione Libertà». I voltagabbana in parlamento non sono una novità nel panorama politico italiano, ma per la prima volta il verdetto della prima sezione del tribunale di Napoli sanzionava penalmente la decisione di un parlamentare qualificandole come viziate dalla corruzione.

Il processo riprenderà il 18 ottobre
Secondo il pm Vincenzo Piscitelli questa ha rappresentato un «colossale investimento economico diretto ad ottenere l'unico risultato che interessava all'uomo Berlusconi, ossessionato solo dalla volontà di mandare a casa Prodi e prenderne il posto». Il processo riprenderà il 18 ottobre davanti alla seconda sezione della Corte di appello di Napoli con i difensori di Berlusconi e Lavitola: Niccolo' Ghedini, Michele Cerabona, Sergio Cola e Marianna Febbraio.