24 marzo 2017
Aggiornato 22:30
Contro la privatizzazione

Asili, Flash mob di Sel in Campidoglio: giù le mani dagli asili

I nidi non sono privatizzabili e Sinistra Ecologia e Libertà lo dice con forza oggi al Campidoglio: «noi di Sel siamo per rilanciare il sistema pubblico»

ROMA - «Giù le mani dai nidi pubblici. Asili nido, no alla svendita. Roma città educativa»: è il testo dello striscione srotolato oggi pomeriggio in Campidoglio da un gruppo di educatori, genitori e personale delle strutture educative della Capitale che hanno dato vita, insieme a diversi esponenti dei municipi, in un flash mob organizzato da Sinistra Ecologia e Libertà contro la privatizzazione dei nidi comunali romani e la cessione allo Stato delle materne. Ha partecipato all'iniziativa anche il candidato sindaco di Sinistra Italiana Stefano Fassina.

Contro la privatizzazione
La privatizzazione degli asili nido di Roma e la cessione allo Stato delle scuole materne «è un pericolo reale stando a quanto ha dichiarato il commissario capitolino Francesco Paolo Tronca, che per noi suona come un allarme. Secondo noi è un errore perché queste strutture scolastiche pubbliche sono il fiore all'occhiello del sistema educativo di questa città e siamo contrari». Lo ha detto nel corso del flash mob l'ex capogruppo capitolino di Sel Gianluca Peciola. Sui fondi, secondo Peciola «credo che in Campidoglio si faccia una grande confusione tra la spesa storica del sistema scolastico per i nidi e le risorse in bilancio. So che in queste ore stanno rifacendo il punto con i sindacati della scuola e già questa è una buona notizia». I nidi, sostiene Peciola, non sono privatizzabili, lo diciamo con forza.

Rilanciare il sistema pubblico
«Anche per il futuro, noi di Sel siamo per rilanciare il sistema pubblico». Rispetto al fatto che la via della privatizzazione fosse già stata imboccata dalla Giunta Marino, Peciola precisa infatti che quando in Campidoglio si era cominciato a discutere quale gestione dare a 8 nuove strutture da aprire, «noi avevano detto no ai convenzionati, e si alla gestione pubblica. C'è un dibattito in corso tra Comune, educatrici, sindacati e genitori anche sulla sperimentazione di nuovi modelli, che non può essere eluso. Avevamo chiesto, con una delibera specifica, la creazione di una Consulta proprio con insegnanti, educatori, genitori e personale per rilanciare in modo partecipato la proposta educativa nella città e anche su questo vorremmo risposte dal Commissario, perché non ne abbiamo saputo più nulla».

Il governo intervenga
«Chiediamo al Governo di darci una mano - conclude Peciola -. Roma ha da sempre delle liste d'attesa molto lunghe, viene trattata come una qualsiasi città di provincia, mentre è la capitale d'Italia. Renzi dopo aver fatto questo bel capolavoro di commissariale la città, trovi anche delle soluzioni e risorse speciali, perché ad oggi questo commissariamento sta creando problemi. Tronca è anche una brava persona, attenta alla città - aggiunge Peciola - ma Roma non può essere trattata così. Dopo l'operazione spericolata che ha fatto è chiaro che Renzi non aveva un 'piano B' e lo stanno pagando cittadine e cittadini».

(con fonte Askanews)