30 marzo 2017
Aggiornato 04:30
«Il partito è ormai l'ufficio stampa di Renzi»

Gli ex PD con SEL per una nuova sinistra anti-Renzi

I parlamentari che hanno detto addio al Partito Democratico insieme a Sinistra Ecologia e Libertà battezzeranno sabato al Teatro Quirino la nascita di un nuovo soggetto politico di centrosinistra alternativo a Renzi.

ROMA - «Una nuova forza: larga, accogliente, aperta, in grado di dare rappresentanza a un vasto elettorato di centrosinistra oggi privo di riferimenti. Una forza che recuperi una radice ulivista, nel senso della pluralità delle culture politiche che devono alimentarla, a partire da quella del cattolicesimo democratico e sociale, e della determinazione a misurarsi con la sfida del governo. Tutt'altro rispetto a una 'Cosa rossa' settaria, protestataria e di testimonianza, che farebbe esattamente il gioco del Partito della Nazione renziano». I parlamentari che hanno detto addio al Pd (Stefano Fassina, Monica Gregori e Corradino Mineo prima, Alfredo D'Attorre, Vincenzo Folino e Carlo Galli ieri sera) descrivono così in un documento il nuovo soggetto che verrà battezzato sabato al Teatro Quirino dall'unione di ex democratici e Sinistra ecologia e libertà.

Civati non ci sarà
Si parte lunedì con i nuovi gruppi parlamentari. Sicuramente alla Camera, probabilmente al Senato dove si attende la decisione degli ex M5S Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino per raggiungere quota 10, il minimo per costituirsi gruppo a Palazzo Madama. L'obiettivo è, all'inizio del prossimo anno, la celebrazione di un congresso in modo da essere pronti alle prossime elezioni amministrative a presentare i propri candidati. Per Roma si fa già il nome di Stefano Fassina, per Torino di Giorgio Airaudo, per Milano di Pippo Civati anche se le strade con il leader di Possibile per ora marciano separate. «La decisione di Civati di mantenere per qualche mese un percorso autonomo rispetto al nostro va rispettata, ma sono convinto che i nostri percorsi si riunificheranno», spiega D'Attorre in conferenza stampa alla Camera.

Mutazione genetica
Nel Pd che ha subito una vera e propria «mutazione genetica», non si poteva proprio più restare, spiegano gli ex dem nel documento: «Il partito è stato ridotto ad appendice inerte del leader: comitato elettorale e ufficio stampa». Ma "il nostro - dice D'Attorre - non è solo un addio ma un nuovo inizio. Sabato abbiamo convocato una grande manifestazione, un incontro aperto per discutere un'altra idea di politica economica, di Italia, una nuova proposta politica. Da lunedì staremo tutti insieme in un nuovo gruppo che sarà a disposizione per il progetto politico di costruzione di una nuova forza». D'Attorre ha quindi invitato a «superare il cliché della Cosa rossa. Sarà una forza larga, plurale, di governo che sia un riferimento per tanti senza casa dopo il riposizionamento del Pd». Anche secondo Galli «non va bene chiamarla Cosa rossa. Cosa rossa è folklore, è avventurismo, qui invece c'è uno spazio politico che si intende abitare, che dia una speranza agli italiani che si ritrovano poveri».

Decisione matura
Il nostro, spiega Galli, «non è un colpo di testa ma una decisione che matura dopo aver constatato che non c'è più spazio di dialettica nel Pd in stile Renzi. Il Pd è scivolato al centro. Invece noi non vogliamo rinunciare alla parola sinistra, non crediamo sia incorporata nel Pd e non crediamo che fuori dal Pd non ci sia spazio. Vogliamo costruire in quello spazio una casa nuova degli italiani». E la parola sinistra ci sarà sicuramente nel nuovo soggetto che "avrà un nome e un cognome" ma su cui per ora viene mantenuto il riserbo.

Pronti per le amministrative
Quanto al rapporto col Pd sui territori, si legge nel documento, «il nuovo soggetto deve provare a riaprire una prospettiva progressista e di centrosinistra in tutti i luoghi in cui è concretamente possibile». Lo farà invece «in chiara alternativa al Pd nei Comuni in cui il progetto renziano di un riposizionamento verso il centrodestra viene accettato e praticato».

(Con fonte Askanews)