26 maggio 2017
Aggiornato 11:30
Per FdI il premier è ondivago fra Merkel e Putin

Mollicone: «Renzi amico di Mosca? Allora tolga le sanzioni»

L'incontro ufficiale tra Matteo Renzi e Vladimir Putin si è svolto ieri al Cremlino. Tante le questioni sul tavolo: dagli accordi di Minsk alla lotta armata contro l'Isis. Putin ha anche annunciato che sarà presente all'Expo di Milano il 10 giugno, nella giornata dedicata alla Russia durante l'Esposizione Universale.

ROMA - L'incontro ufficiale tra Matteo Renzi e Vladimir Putin si è svolto ieri al Cremlino. Tante le questioni sul tavolo: dagli accordi di Minsk alla lotta armata contro l'Isis. Putin ha anche annunciato che sarà presente all'Expo di Milano il 10 giugno, nella giornata dedicata alla Russia durante l'Esposizione Universale.

RENZI E PUTIN: SCAMBI DI PROMESSE AL CREMLINO - Il premier italiano ha dialogato per circa tre ore con il suo omologo russo, e oltre ai temi più caldi i due hanno parlato anche dell'Expo 2015, e perfino dell'astronauta italiana Samantha Cristoforetti. Nonostante le sanzioni imposte dall'Europa alla Russia, l'Italia resta un partner commerciale strategico per Putin; e il padrone di casa non ha dimenticato di sottolinearlo: «Naturalmente ci sono delle perdite per i motivi noti. Però per il livello di interscambio l'Italia occupa un posto importante, lavoriamo insieme nel settore energetico e naturalmente il nostro dialogo politico rimane sempre molto attivo», ha dichiarato prima dell'incontro ufficiale. Per Renzi la priorità da affrontare era il dossier libico, perciò dopo aver ricevuto da parte russa la rassicurazione del rispetto degli accordi di Minsk non ha esitato a sollecitare il suo interlocutore. In risposta alle domande del premier italiano, Putin ha affermato che «la situazione è peggiorata, la Russia è per una soluzione pacifica e perciò appoggia gli sforzi dell'Onu». Al termine della conferenza stampa seguita al termine dei colloqui ha poi dichiarato che: «Il nostro incontro è stato utile e tempestivo tenendo conto della situazione nel mondo. L'Italia è un partner anche nella soluzione di problemi internazionali di attualità, e le trattative con il premier italiano si sono svolte in un'atmosfera di amicizia costruttiva.»

MOLLICONE: INTERVENTO TARDIVO E CONTRADDITTORIO - In Italia, la performance renziana al Cremlino ha suscitato pareri contrapposti. Il partito di maggioranza ha naturalmente applaudito alla ritrovata autorevolezza italiana nel panorama del dialogo politico internazionale, mentre il centrodestra riflette sull'insufficienza della prestazione. Ai microfoni di DiariodelWeb.it è intervenuto il responsabile della comunicazione di FdI: «Il suo è certamente un intervento tardivo e contraddittorio. Prima l'Italia ha scelto di schierarsi con contro la Russia, imponendo le sanzioni; poi, quando capisce che si è trattato di un errore madornale, cerca di correre ai ripari: quindi è un atteggiamento confuso, che conferma l'assoluta ininfluenza del ruolo del nostro Commissario della Politica estera per l'Ue, la Mogherini, che durante la crisi Ucraina non è stata neanche coinvolta ai tavoli che contano per determinare le sorti dalla partita. Lì c'è andata la Cancelliera Angela Merkel.»

PESSIMA FIGURA: PRIMA IMPONIAMO LE SANZIONI, POI CHIEDIAMO L'S.O.S. - L'Italia però resta un interlocutore privilegiato per la Russia, soprattutto per i rapporti economici che intercorrono tra i due paesi, e Renzi sembra aver ottenuto qualcosa almeno sul fronte della lotta al terrorismo, visto che Putin ha confermato la partecipazione delle sue forze militari a quelle dell'ONU. Tuttavia, Federico Mollicone risponde così: «Anche qui sono arrivati in ritardo. Ricordiamo che Fratelli d'Italia è stata la prima forza politica a chiedere un intervento diretto della Russia nella coalizione. Ma il fatto che l'Italia debba sollecitare continuamente, e contraddittoriamente – perché prima imponiamo le sanzioni alla Russia, distruggendo anche l'export italiano, e poi andiamo a chiedere umilmente aiuto al nostro interlocutore per invitarlo a intervenire in un'area di crisi – Putin denota la poca autorevolezza di Renzi. Si tratta di una visione geopolitica confusa.»