26 maggio 2017
Aggiornato 11:30
La deputata M5s commenta la politica estera italiana

Grande: Renzi a Mosca per scalare la piramide gerarchica dell'Europa

Alla vigilia della visita del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al Cremlino, ci si interroga sul valore del viaggio del premier. Renzi volerà in Ucraina e poi in Russia per fungere da mediatore tra Petro Poroshenko e Vladimir Putin. Marta Grande, deputata M5s, è scettica sulla riuscita del viaggio: «Non penso riesca a porsi come un interlocutore particolarmente importante, poi non si sa».

ROMA - «Non so quale ruolo chiave possa avere Renzi. Non penso riesca a porsi come un interlocutore particolarmente importante». Marta Grande, deputata del Movimento 5 Stelle, intervistata dal DiariodelWeb.it, commenta il viaggio istituzionale di Matteo Renzi: il premier oggi atterrerà in Ucraina e da stasera sarà in Russia. Il presidente del Consiglio italiano si recherà al Cremlino per fungere da mediatore nel conflitto in corso – nonostante il cessate il fuoco – tra i due Paesi. Arriva terzo, Matteo Renzi, dopo la visita russa di Angela Merkel e Francois Hollande.

RENZI MEDIATORE - «Per quanto riguarda l'Ucraina e la Russia, noi siamo sostenitori dell'idea che il dialogo deve essere il primo canale – spiega la deputata pentastellata –. Siamo anche consapevoli che purtroppo non si è fatto abbastanza nei mesi scorsi, poiché, di fatto, i bombardamenti sono continuati, nonostante i cessate il fuoco. L'Europa non ha tutelato i civili ucraini che sono caduti sotto le bombe, lanciate da entrambe le parti», afferma Marta Grande. Il conflitto va avanti ormai da mesi, tra bombardamenti e sanzioni: l'Unione europea e gli Stati Uniti si sono mossi per dare un segnale forte alla Russia, punendo il Paese di Vladimir Putin con delle restrizioni economiche, tuttora vigenti. La guerra non è scemata e lo scorso 7 febbraio la numero uno della politica tedesca, Angela Merkel, e il corrispettivo francese, Francois Hollande, sono volati a Mosca per convincere Putin ad assecondare una tregua col Paese di Poroshenko. «Inevitabile dover trovare un punto di incontro da entrambe le parti – spiega Marta Grande –. Il fatto che Renzi vada a Mosca è chiaramente un'apertura, un volersi far vedere attivo in alcune trattative. Detto ciò, nell'accordo di Minsk, gli attori principali sicuramente sono stati la Francia e la Germania, non certo Renzi né la Mogherini, e questo già denota una certa piramide gerarchica europea. Però è evidente che anche Renzi voglia proporsi come interlocutore. Non so quale possa essere l'efficacia».

OLTRE IL CONFLITTO - Secondo la deputata pentastellata il premier italiano starebbe assecondando un compito istituzionale: «Come capo di governo è evidente che Renzi abbia una motivazione per essere a Mosca, ed è anche vero che l'Italia ha sempre rivestito un ruolo di mediatore, che è venuto meno negli anni fino al punto odierno – spiega la deputata –. Non so quale ruolo chiave possa avere Renzi. Non penso riesca a porsi come un interlocutore particolarmente importante, poi non si sa mai. Speriamo che comunque si riesca ad andare verso una soluzione diplomatica». Marta Grande sottolinea, inoltre, che non va affatto sottovalutata la situazione, che tende ad essere appiattita al 'semplice' conflitto tra due Paesi. È evidente, infatti, che dietro gli scontri nell'Ucraina dell'Est si celino interessi e problematiche ben più ampie: «Per noi il conflitto ucraino ha delle altre motivazioni, dei punti che andrebbero sviscerati per comprendere cosa sta accadendo nell'est dell'Europa in questo momento. Non è solamente Ucraina contro Russia. Tendiamo ad avere una visione più ampia rispetto all'aspetto strategico internazionale», conclude la deputata grillina.

IRAN, PAESE CHIAVE - La politica estera italiana degli ultimi giorni ha visto il numero uno della Farnesina impegnato sul fronte iraniano. Il ministro degli Affari esteri, Paolo Gentiloni, si è recato a Teheran per incontrare il suo omologo iraniano, Mohammed Javad Zarif, e discutere principalmente del nodo caldo del terrorismo islamico, oltre quello altrettanto centrale del nucleare iraniano. La deputata grillina commenta la visita di Gentiloni, evidenziando l'importanza del Paese mediorientale per l'Italia. «Noi abbiamo sempre sostenuto che l'Iran è sempre stato un partner strategico con l'Italia, abbiamo legami molto forti con quel Paese – afferma la grillina –. Col Movimento 5 Stelle avevamo già presentato diverse interrogazioni per chiedere quali sarebbero state le ripercussioni delle sanzioni, ma parliamo del periodo in cui c'era il ministro Bonino. Consideriamo che l'Iran sia un Paese chiave nella lotta all'Isis in questo momento. Per cui inglobare l'Iran come una potenza regionale potrebbe portare dei risultati positivi, in quanto il negoziato del nucleare stia rallentando il ruolo dell'Iran. Probabilmente potrebbe essere utilizzato per potenziare il ruolo dell'Iran come potenza regionale», conclude la deputata del Movimento 5 Stelle.