La Guardasigilli al termine di una visita al carcere minorile di Nisida

Severino, Amnistia? Non ci sono le condizioni

Ha, comunque, sottolineato che è necessario lavorare affinché esistano delle misure alternative alla detenzione nei penitenziari. Occorre mantenere il numero dei detenuti a livelli decorosi e insistere sulle misure alternative di detenzione alle quali stiamo già lavorando, come la messa alla prova, la detenzione ai domiciliari e il lavoro carcerario

Il Ministro della Giustizia, Paola Severino

Il Ministro della Giustizia, Paola Severino

NAPOLI - Attualmente non esistono le «condizioni per un'amnistia». A sottolinearlo è il ministro della Giustizia, Paola Severino, al termine di una visita al carcere minorile di Nisida. Il Guardasigilli ha, comunque, sottolineato che è necessario lavorare affinché esistano delle misure alternative alla detenzione nei penitenziari.

Occorre mantenere il numero dei detenuti a livelli decorosi - Severino ha ricordato che l'approvazione del provvedimento dell'amnistia dipende «dal Parlamento e richiede una maggioranza qualificata di due terzi e - ha aggiunto - non mi sembra che ci siano le condizioni per raggiungerla. Forse le condizioni potrebbero esserci in una prossima legislatura, ma nell'attesa - ha ammonito - non si può rimanere con le mani in mano senza intervenire. Occorre mantenere il numero dei detenuti a livelli decorosi e insistere sulle misure alternative di detenzione alle quali stiamo già lavorando in Commissione Giustizia», come «la messa alla prova, la detenzione ai domiciliari e il lavoro carcerario».
Per il Guardasigilli bisogna anche «puntare sul reinserimento sociale dei detenuti e sul lavoro che sono le soluzioni strutturali». Serve, dunque, «un mix tra gli interventi straordinari e quelli strutturali che consentano, anche dopo un'eventuale amnistia, che il numero dei detenuti sia compatibile a quello sostenibile dalle strutture». «Se si fa un'amnistia - ha concluso - senza combattere la recidiva, prima o dopo i numeri si riformano».

Seguici sui social network

commenti

Permalink

Altre notizie

Il Premier italiano, Matteo Renzi

Altro che dissidenti: è l'economia ad impantanare Renzi

La strategia del presidente del Consiglio prevedeva due tempi, prima rendere inoffensiva l'opposizione interna e poi cambiare il Paese. Sarebbe andata bene a due condizioni: la gurra lampo e l'economia in ripresa. L'agenda dice che sta perdendo su tutte e due i fronti.

DIARIO TV

Errani si dimette: «Non sono un uomo di ferro»

Il governatore, alla guida della Regione Emilia-Romagna per 15 anni, ha voluto spiegare in aula le ragioni della sua decisione maturata dopo la condanna in appello a un anno di detenzione con la condizionale per aver favorito la cooperativa agricola Terremerse, amministrata dal fratello

Napolitano: «Esasperazione ingiusta e rischiosa, nella legittima espressione del dissenso»

23/07/2014 11:38:31

Se il Senato chiude, che farsene? Ecco l'idea di Razzi

22/07/2014 11:51:27