Per il Premier intervista al settimanale «Tempi»

Monti dichiara guerra all'«evasione»

Il Presidente del Consiglio: «Io penso che l'Italia si trova in uno stato di difficoltà soprattutto a causa di questo fenomeno e che si trova da questo punto di vista in uno 'stato di guerra'», presupposto che giustifica l'uso di «strumenti forti»

Il Presidente del Consiglio, Mario Monti

Il Presidente del Consiglio, Mario Monti

ROMA - La lotta ad un'evasione fiscale che proietta l'Italia in uno «stato di guerra». Gli «abusi» compiuti con le intercettazioni di Napolitano e l'intenzione del Governo di intervenire. Il sostegno alle scuole paritarie e la prospettiva di lasciare Palazzo Chigi dopo il 2013. Il Presidente del Consiglio Mario Monti è in vacanze sui colli svizzeri dell'Engadina e il primo consiglio dei ministri post-ferie avrà luogo solo venerdì 24 agosto, ma i temi della ripresa sono già sul tappeto. Sviscerati dal premier in un'intervista concessa al settimanale ciellino 'Tempi' alla vigilia del suo primo appuntamento pubblico successivo al Ferragosto, l'apertura del meeting di Rimini domenica.

STATO DI GUERRA - «L'evasione fiscale produce un grosso danno nella percezione del paese all'estero», afferma il premier nell'intervista realizzata a Palazzo Chigi. «Io penso che l'Italia si trova in uno stato di difficoltà soprattutto a causa di questo fenomeno e che si trova da questo punto di vista in uno 'stato di guerra'», presupposto che giustifica l'uso di «strumenti forti».

ABUSI NELLE INTERCETTAZIONI - Il Premier definisce «grave» il caso delle telefonate del Capo dello Stato intercettate dalla procura palermitana e aggiunge che «è peraltro evidente a tutti che nel fenomeno delle intercettazioni telefoniche si sono verificati e si verificano abusi». Di conseguenza, «è compito del governo prendere iniziative a riguardo». Più in generale, Monti annuncia poi «numerose novità legislative» nel settore della giustizia, dall'emergenza carceraria alla lentezza dei processi. Sul sovraffollamento carcerario, ad ogni modo, l'amnistia è «una misura per la quale sono necessari due terzi dei voti del Parlamento che non mi pare al momento ci siano». Quanto al fronte economico, dopo le iniziative di «contenimento del disavanzo e di riforma», Monti prevede nel prossimo semestre «la dismissione di parti del patrimonio pubblico per ridurre il debito».

«LASCERÒ PALAZZO CHIGI DOPO IL 2013» - Nell'intervista a 360 gradi, Monti torna a far capire la sua intenzione di lasciare Palazzo Chigi dopo il 2013. Il premier marca le distanze dal passato in materia di federalismo e macroregioni proposte dal governatore lombardo Roberto Formigoni e rassicura il mondo ciellino e cattolico garantendo che l'esecutivo «non farà mancare» al settore delle scuole non statali «il necessario sostegno economico».

Seguici sui social network

commenti

Permalink

Altre notizie

Il Segretario Delrio con il Ministro Padoan e il Premier Renzi

Se la stampa chiude un occhio, anzi tutti e due

Sulle risposte che l’Europa ha dato a Matteo Renzi nel merito dei conti pubblici italiani l’informazione di casa nostra si è concentrata sul gossip, ma ha ignorato i documenti ufficiali dai quali emerge una verità tutt’altro che rosea. Ora finalmente qualche giornale sta modificando tiro, anche perché non è possibile nascondere a lungo un buco da circa venti miliardi di euro.

DIARIO TV

Il potere di vita e di morte degli scafisti sui barconi della speranza

Uccisi perché fuggiti da quella stiva in cui erano stati rinchiusi e che era ridotta ad una camera a gas: sono agghiaccianti i particolari che emergono dai racconti dei sopravvissuti alla tragedia dell'imbarcazione soccorsa il 19 luglio nel Canale di Sicilia con a bordo 561 migranti e 29 cadaveri. Le vittime sarebbero una 60ina

Napolitano: «Esasperazione ingiusta e rischiosa, nella legittima espressione del dissenso»

23/07/2014 11:38:31

Mosca avverte: Kiev finirà a breve il gas «ma non sarà colpa nostra»

23/07/2014 11:07:57